Emergenza educativa digitale

Da parte di studiosi, formatori, educatori, docenti e famiglie da tempo si è alzato il grido di allarme sociale in merito all’uso eccessivo dei device elettronici. Associazioni nazionali e locali cercano di affrontare il problema dal punto di vista della prevenzione e si sforzano di incidere, attraverso i social, nel pensiero comune. Anche Papa Leone XIV nella sua enciclica “Magnifica humanitas” affronta l’argomento nei punti 139-142. Il titolo del capitolo “un’alleanza educativa per l’era digitale” indica già la visione e il sentiero sul quale incamminarsi per affrontare con gli strumenti culturali, sociali e pedagogici il tema, sottolineando che “siamo impreparati sul piano educativo”.

Siamo di fronte a tecnologie sempre più performanti e rapide, oggi sviluppate con l’enorme contributo dell’intelligenza artificiale. I media digitali hanno creato una cultura dell’immediatezza iperstimolando le persone e questo induce apatia e allontana da qualsiasi forma di fatica, di ricerca, di impegno, di preparazione e di studio.

Ma l’educazione non è fatta per la corsa tecnologica; anzi! ha i suoi tempi e percorsi dove la pazienza è imprescindibile. Papa Leone richiama un uso consapevole dell’IA: “Educare all’uso dell’Intelligenza Artificiale implica quindi educare a decidere quando e per cosa non usarla”.  E sul valore della fatica scrive che “Come insegnava Platone, le cose più profonde e importanti si imparano solo dopo molto tempo e molta fatica” e la comprensione profonda nasce solo dal confronto prolungato e faticoso con gli altri. Prosegue dicendo che è necessario “digiunare” dall’IA per proteggere il pensiero umano dalla seduzione della macchina perfetta e scrive sui rischi per i minori legati all’uso non controllato dei dispositivi elettronici.

Un’alleanza educativa per l’era digitale

E allora cosa fare? Non lasciare da soli i genitori; i condizionamenti dettati dai modelli commerciali sono molto pervasivi. Il Papa propone di mettere in campo un’alleanza educativa tra la politica, le istituzioni educative e le famiglie, che sia capace di sostenere concretamente gli adulti nel loro compito. Invita a “opporsi, con scelte pubbliche lungimiranti, all’interesse immediato delle piattaforme – concentrate in poche mani – quando esso contrasta con il bene dei minori” per proteggere i minori e non scaricare l’onere delle limitazioni sull’uso dei device interamente sulle famiglie. “Allo stesso tempo, occorre educare i bambini, i ragazzi e i giovani perché imparino a riconoscere le manipolazioni, a difendere la propria dignità e a rispettare quella degli altri anche negli ambienti digitali”.

Noi, educatori di “SPAZIO”

siamo disponibili al dibattito educativo perché non vogliamo lasciare da soli i minori e le famiglie e siamo convinti che solo insieme possiamo incidere positivamente sullo sviluppo equilibrato delle nuove generazioni.

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