Realtà e fantasia della vita

C’era una volta, su un albero bellissimo, carico di foglie che sembravano fiori e di fiori che sembravano foglie, una foglia tra tutte, un po’ speciale che si faceva domande e si aspettava risposte… finché non se le creava e le sceglieva e le decideva lei stessa.
Un giorno, allora, più piena di voglie del solito, cominciò a lamentarsi della sua situazione insopportabile, ormai, di essere sempre legata all’albero dal suo picciolo, come una prigioniera e, perciò, costretta a star sempre lì e non poter svolazzare in libertà sulle ali del vento.
Una sera il vento le sussurrò: “Vieni con me! Vieni! Vedrai che bello! Che libertà!” La foglia si contorceva, gemeva e si rattristava e rispondeva al vento: “Non posso…!”. Ma di questo non era convinta anche se rispondeva, al vento, “Non posso…”. Il suo pensiero però non era legato da convinzione… perciò la foglia, si rattristava sempre di più ma diceva a se stessa: “Voglio liberarmi”.
Così, punta il peduncolo contro il ramo; e, con uno sforzo disperato, si libera dall’insopportabile allaccio.
“Vieni…” mormora, ora più forte, il vento; e la foglia investita, sollevata e travolta dal vento, vola come su ali gagliarde, e canta, folleggia e sogna.
La foglia è convinta che, finalmente, è fuggita lontano dalla vita monotona, appiccicosa di ogni giorno.
Ma si accorge quasi immediatamente, la foglia, che subito dopo questo volo vertiginoso, bello, potente, sognato… si accorge che anziché volare sempre più lontano, si abbassa rapidamente verso terra.
Invoca il vento che venga a risollevarla in alto e a portarla lontano; ma ora il vento tace.
Lentamente, lentamente, la bella, ardita, fantasiosa… foglia d’oro cade per terra in un avvallamento pieno di rovi ed erbacce di fine stagione.
Manda un grido di disperata invocazione, ma nessuno, proprio nessuno l’ascolta.
Il terreno pietroso e inquinato l’avvolge, la brina della notte l’accartoccia.
Dopo qualche giorno, di lì passa un trattore che raccoglie tutto per scaricare, poi, tutto nel mucchio di letame.
Che cosa ci suggerisce questa parabola in questo tempo di virus per il dopo COVID 19?

 

 

 

BULLI: non si nasce… si diventa
Attenzione!
Ragazzi e Ragazze
Piccoli e Grandi
La vostra è l’età Bella!

È l’età più importante per tutta la durata dell’esistenza personale in questo mondo.
Questa vostra prima tappa:
– Dall’uso del ragionamento fino ai 15/20 anni è una lunga tappa di crescita, di preparazione alla seconda tappa: l’adolescenza e, poi, la fase adulta.
La prima fase è importantissima e delicatissima: è come le fondamenta di una casa. Perché una casa sia sicura, forte e bella, ha bisogno delle fondamenta… su roccia, con pietre vive o cemento armato.
Perché, così, quando soffia il vento, arriva la tempesta, piove la grandine e scrolla il terremoto… quella casa non crolla, è sicura e protegge chi ci sta dentro.
La “nostra” vita è come la “nostra” casa… deve essere costruita da noi personalmente e da quelli che ci aiutano e dai quali ci lasciamo aiutare… quella casa-VITA, viene su bella, forte, splendida e accogliente. Lì siamo al sicuro e possiamo anche ospitare e ricreare chi cerca e trova aiuto, accoglienza, accompagnamento “bello”! Non tutti gli accompagnamenti, compagnetti e adulti son capaci di accorgersi delle difficoltà dei più piccoli… purtroppo, in questo, per accorgersi ci vuole, appunto, un aiuto forte per crescere e, poi, per far crescere.
Ragazzi e Ragazze che avete e state facendo esperienza bella di Oratorio, attenti a quello che desidero dirvi:
voi avete o state sperimentando un cammino di bella crescita con l’aiuto del Nostro Oratorio che è equipaggiato per accogliervi e accompagnare la vostra crescita con tante esperienze che vi aiutano a diventare forti, grandi… anche per aiutare gli altri, un giorno, a diventare forti e grandi.
I pericoli nella vostra fase di crescita, sono tanti e rischiosi. Anche molti compagni e compagne di scuola possono diventare per ognuno di voi, ognuna di voi occasione, causa di mala crescita e malo vivere!
Soprattutto il bullismo, in questo troppo lungo tempo di trascuratezza educativa, è un virus schifoso.
Non chiudetevi mai dentro di voi, quando vi capitassero addosso queste brutte avventure: disprezzi, ingiurie, calunnie, emarginazioni; inviti non adatti, condivisioni da nascondere, valutazioni sulla persona fisica o familiare. Cose che non dovrebbero mai accadere. Ma accadono. Chi le provoca è il primo o prima ad essere sfasato/a. La sfasatura è come un treno che esce dai binari; una macchina con guidatore ubriaco o autoselfato/a!
Non dimenticate e passate parola ad altri vostri amici: c’è a Ragusa un signor Oratorio che si chiama SPAZIO, che è gestito da educatori che sono stati educati, prima di tutto, da famiglie sane e anche sante: Benedette.

Sac. Salvatore Mercorillo

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